Arrivare in Cina senza internet è uno di quegli scenari che leggi nei forum e pensi non possa capitare a te. A me è capitato il 29 settembre 2026, appena sbarcato a Chongqing. La eSIM che avevo installato in Italia non passava un byte e il wifi dell’aeroporto non mi faceva entrare. Mi sono ritrovato con un telefono muto in una metropoli sterminata.
In breve, ecco come è finita. Ho comprato Saily dal wifi dell’hotel, si è attivata subito e da lì Google e WhatsApp hanno funzionato anche senza VPN. Il primo speedtest in 5G ha segnato 581 Mbps in download. Qui ti racconto cosa è andato storto, cosa ha funzionato e cosa preparerei prima di salire sull’aereo, così il tuo arrivo non somiglia al mio.
| Il viaggio in sintesi | Com’è andata |
|---|---|
| Dove e quando | Chongqing, dal 29 settembre al 4 ottobre 2026 |
| eSIM partita dall’Italia | Airalo, piano Cina, roaming dati attivo. Segnale LTE e 5G a schermo, zero dati |
| Piano di riserva | Wifi dell’aeroporto di Chongqing, accesso non riuscito |
| Tempo per arrivare in hotel | Novanta minuti, con un cambio di taxi |
| eSIM che ha funzionato | Saily, piano Cina con giga illimitati, comprata dal wifi dell’hotel |
| Google e WhatsApp | Funzionanti anche senza VPN; con la VPN integrata nell’app tutto identico |
| Velocità misurata | 581,07 Mbps in download, 5G, iPhone 16 Pro |
Prepara la eSIM Saily prima di partire

L’atterraggio a Chongqing e il telefono che non serviva a niente
Partivo tranquillo. Avevo una eSIM Airalo con il piano dedicato alla Cina e il roaming dati acceso, e mi ero detto che nel peggiore dei casi avrei usato il wifi dell’aeroporto. Due reti di sicurezza, pensavo. Nessun problema.
Appena acceso il telefono, la barra in alto ha cominciato a illudermi. Compariva LTE, poi 5G, poi di nuovo LTE. Il segnale c’era, la connessione no. Le pagine non si aprivano, WhatsApp restava su “connessione in corso”, le mappe erano un rettangolo grigio. Ho provato il wifi dell’aeroporto e non sono riuscito a entrare.
È lì che capisci quanto dipendi dallo smartphone. Senza traduttore, senza mappa, senza un modo di chiamare l’hotel. E intorno a te quasi nessuno con cui scambiare due frasi in inglese.
Il taxi sbagliato e l’indirizzo che nessuno sapeva leggere
Avevo il nome e l’indirizzo dell’hotel scritti in inglese. Li ho mostrati al primo tassista convinto che bastasse. Non è bastato. Lui guardava lo schermo, guardava me, e non riusciva né a capire dove andare né a tradurre il nome della via in cinese.
Sono sceso dal taxi. Ho fermato una persona per strada e, a gesti, le ho chiesto di riscrivermi il nome dell’hotel in caratteri cinesi. Con quel foglietto sono salito su un secondo taxi, e stavolta il tassista è partito senza esitare. Tra l’atterraggio e la porta dell’hotel sono passati novanta minuti.
La lezione che mi porto a casa è semplice. In Cina l’indirizzo in inglese non serve: serve quello in caratteri cinesi, salvato offline.
Il wifi dell’hotel, Saily e la sensazione di essere di nuovo a casa
In camera, finalmente agganciato al wifi dell’hotel, ho comprato Saily. Ho scelto il piano Cina con giga illimitati, l’ho installato dall’app e il telefono è tornato online quasi subito.
La prima cosa che ho fatto è stata aprire Google. Funzionava. Poi WhatsApp, e anche lì nessun blocco, senza VPN. Per stare più tranquillo ho comunque acceso la VPN integrata nell’app di Saily, e non è cambiato niente: stessa fluidità, come se fossi seduto a casa in Italia.
Qui sotto trovi lo screenshot dell’app durante il viaggio. Il piano risulta attivo, con dati illimitati sulla Cina.


Perché Google funziona senza VPN con una eSIM da viaggio
Lo speedtest dà un indizio utile. Il server scelto in automatico era quello di CMC Telecom ad Hanoi, in Vietnam, non uno in Cina. Vuol dire che il traffico della eSIM usciva su internet fuori dalla Cina continentale, ed è il motivo per cui i servizi bloccati dalla rete cinese restavano raggiungibili. È il comportamento tipico delle eSIM in roaming, ma non è una garanzia per sempre: le regole possono cambiare, quindi tieni la VPN dell’app come scorta.
581 Mbps in 5G: lo speedtest che non mi aspettavo
Quella sera ho lanciato uno speedtest, più per curiosità che per altro. Mi aspettavo una velocità decente da eSIM in roaming. Il contatore è salito fino a 581,07 Mbps in download, in 5G, con un iPhone 16 Pro.

Per correttezza ti dico come leggerlo. È la velocità istantanea durante la fase di download, il test di upload non era ancora finito. Il ping segnava 165 ms, normale per un collegamento che passa fuori dal paese, mentre il jitter era di appena 6 ms. Un jitter così basso significa una connessione stabile, senza scatti. Non aspettarti sempre 581 Mbps, perché dipende dalla zona e dall’affollamento della cella, ma il margine è ampio.
Cosa preparerei prima di partire per la Cina
Se tornassi indietro, prima dell’imbarco farei queste cose. Nessuna richiede più di dieci minuti.
- Installare la eSIM a casa e verificarla appena atterrato, prima di lasciare il gate, con il wifi di riserva ancora a portata di mano.
- Avere due eSIM installate, non una. Quella di riserva costa poco e ti evita di restare isolato se la principale non si collega.
- Salvare nome e indirizzo dell’hotel in caratteri cinesi, come screenshot nella galleria. Il tassista deve poterlo leggere senza internet.
- Scaricare il cinese nel traduttore per l’uso offline, così almeno le frasi base funzionano anche senza rete.
- Non contare sul wifi pubblico dell’aeroporto come piano B. Nel mio caso non ha funzionato.
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Domande frequenti
Si può arrivare in Cina senza internet e cavarsela?
Sì, ma costa tempo e nervi. Senza connessione non hai mappe, traduttore né modo di contattare l’hotel, e l’inglese è poco diffuso. La soluzione è installare la eSIM prima di partire e tenere l’indirizzo dell’hotel in caratteri cinesi salvato offline.
Il wifi dell’aeroporto di Chongqing funziona per i turisti?
Nel mio caso non sono riuscito ad accedere. Non contarci come unico piano di riserva e arriva con una eSIM già pronta.
Con Saily in Cina serve la VPN?
Nella mia esperienza a Chongqing Google e WhatsApp funzionavano anche senza VPN. Saily ha comunque una VPN integrata nell’app, che conviene tenere a portata di mano nel caso le cose cambino.
Quanto va veloce Saily in Cina?
Il mio speedtest in 5G a Chongqing ha toccato 581,07 Mbps in download, con ping di 165 ms. La velocità cambia con la zona e l’affollamento della rete, quindi prendila come un riferimento e non come una promessa.
Posso comprare Saily una volta arrivato in Cina?
Sì, se hai una connessione wifi funzionante, come ho fatto io dall’hotel. Il problema è proprio averla appena atterrato, per questo conviene comprare e installare la eSIM prima di partire.
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Alessandro Sabbatini è un imprenditore digitale dal 2013 e il fondatore di ProMarketer.it. Vive di business online da oltre 13 anni — SEO, affiliate marketing e investimenti testati in prima persona, lavorando da più di 30 paesi — e su ProMarketer condivide quello che fa, come lo fa e i risultati che ottiene: guide gratuite di web marketing, strategie per generare reddito online e informazioni a scopo educativo sugli investimenti. Leggi la sua storia completa →
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