Dal 30 dicembre 2011 a oggi il portafoglio più aggressivo di Moneyfarm, il P7, ha reso il 460,8%, che fa il 12,5% medio annuo. Il più prudente, il P1, si è fermato al 16,1% complessivo, cioè l’1,0% l’anno. In mezzo ci sono cinque gradini, e la distanza tra il primo e l’ultimo è il vero motivo per cui il questionario iniziale conta più di qualsiasi altra cosa.
Sotto trovi i rendimenti Moneyfarm di tutti e sette i portafogli, cosa resta dopo aver pagato le commissioni, e un punto che sul sito ufficiale non è scritto da nessuna parte: se quelle percentuali siano al lordo o al netto di quanto paghi. La differenza, su vent’anni, vale più di dodicimila euro. Dati rilevati dal sito ufficiale l’11 agosto 2026.
*Il tuo capitale è a rischio. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Moneyfarm Rendimenti: Come Leggere Questi Numeri
Attenzione a un equivoco frequente: quei sette numeri non sono sette prodotti tra cui scegliere liberamente. Il portafoglio te lo assegna il questionario iniziale in base a orizzonte temporale, obiettivi e tolleranza al rischio dichiarata. Non puoi chiedere il P7 solo perché ha reso di più.
Conta poi parecchio il periodo che stiamo misurando. Dal dicembre 2011 a oggi sono quattordici anni e mezzo di mercati azionari generosi: la lunga ripresa dopo la crisi del debito, il rimbalzo post Covid, i due anni di corsa dell’azionario americano. Un P7 che in quel contesto fa il 12,5% annuo non dimostra la bravura del gestore. Dimostra che quel portafoglio è quasi tutto azionario e che l’azionario è salito.
Ma il punto che pesa davvero è un altro: questi sono i rendimenti Moneyfarm del portafoglio, non quelli che finiscono sul tuo conto. In mezzo c’è quello che paghi.
Il Dato che Moneyfarm Non Dichiara
Cercando sulla pagina ufficiale dei portafogli non si trova scritto se quelle percentuali siano al lordo o al netto delle commissioni. Abbiamo controllato il testo della pagina, le note sotto il grafico e le didascalie delle asset class: la nota metodologica parla di rendimenti attesi, di fiscalità non considerata e del fatto che le performance passate non predicono quelle future, ma sul trattamento dei costi non dice nulla.

C’è però un indizio tecnico che vale la pena conoscere. Il selettore della performance storica permette di scegliere il livello di rischio, l’opzione ESG e la data di partenza, ma non l’importo investito. Siccome il canone di piattaforma è una cifra fissa di 1,49 € al mese, la sua incidenza percentuale cambia moltissimo a seconda del capitale: pesa lo 0,71% su 2.500 € e lo 0,018% su 100.000 €. Una percentuale unica che valga per tutti non può contenerlo.
Da qui deduciamo che almeno il canone e l’IVA restino fuori. Sulla commissione di gestione, invece, non abbiamo elementi per dire in che modo sia trattata, e preferiamo dirtelo invece di inventarci una certezza. Se hai un conto attivo, il confronto tra il rendimento che vedi in app e quello pubblicato sul sito è il modo più rapido per toglierti il dubbio.
Moneyfarm Rendimenti Reali: le Due Ipotesi a Confronto
Visto che la risposta non è pubblica, abbiamo calcolato entrambi gli scenari su un capitale di 25.000 €, dove il costo complessivo è dell’1,28% annuo e la sola quota di canone e IVA vale lo 0,25%.

Su un P4 bilanciato, che è il caso più comune, la differenza tra le due ipotesi è di poco più di un punto percentuale all’anno. Sembra poco. Proiettata su vent’anni con 25.000 € investiti, quella differenza vale circa 12.600 €: si arriva a 58.200 € nell’ipotesi peggiore e a 70.900 € in quella migliore. Puoi rifare la simulazione con i tuoi numeri usando il nostro calcolatore di interesse composto con tasse e inflazione.
Questo è il motivo per cui un’informazione che sembra un dettaglio contabile merita una domanda diretta all’assistenza prima di firmare.
Moneyfarm Rendimenti in Euro: Cosa Diventa il Tuo Capitale
Le percentuali dicono poco finché non diventano euro. Qui sotto abbiamo proiettato il P4 bilanciato, che è il portafoglio più diffuso, applicando il suo 5,6% medio annuo storico a tre capitali e due orizzonti. La colonna centrale è l’ipotesi pessimista, quella in cui i dati pubblicati sono lordi e paghi l’1,28% pieno.
Su 50.000 € e vent’anni il divario tra le due ipotesi supera i 25.000 €, cioè metà del capitale di partenza. Sono proiezioni costruite su una media storica, non previsioni: un rendimento medio del passato non si ripete su richiesta e la sequenza degli anni buoni e cattivi cambia il risultato finale anche a parità di media.
Il Problema dei Portafogli Prudenti
Guardando la colonna dei rendimenti netti emerge una cosa che nessuna brochure dirà mai: sui profili prudenti la gestione si mangia quasi tutto.
Il P1 ha reso l’1,0% medio annuo. Il costo di Moneyfarm su un capitale medio è dell’1,2-1,3%. Nell’ipotesi in cui i dati pubblicati siano lordi, quel portafoglio ha prodotto un rendimento negativo per chi lo deteneva, e questo prima ancora di considerare l’inflazione. Anche nell’ipotesi più favorevole resta uno 0,75% annuo, cioè meno di quanto oggi paga un conto deposito svincolato.
Il P2 non sta molto meglio: 2,7% lordo che diventa fra l’1,4% e il 2,45%. Il ragionamento cambia dal P4 in su, dove il rendimento è abbastanza alto da assorbire il costo e lasciare qualcosa di significativo.
La conclusione operativa è netta: se il questionario ti assegna un P1 o un P2, la domanda giusta non è quale robo advisor scegliere, ma se abbia senso pagare una gestione. Con quell’orizzonte e quella tolleranza al rischio, un conto deposito o un fondo monetario fanno lo stesso lavoro senza commissione di gestione.
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*Il questionario è gratuito e non impegna a investire. Il tuo capitale è a rischio.
Rendimenti Moneyfarm e Tasse
Ai rendimenti va poi tolta la tassazione, che su questi strumenti è del 26% sulle plusvalenze, con l’eccezione della quota in titoli di Stato che sconta il 12,5%. Moneyfarm agisce da sostituto d’imposta, quindi le calcola e le versa attingendo alla liquidità del portafoglio senza che tu debba fare nulla in dichiarazione.
Sulla Gestione Patrimoniale si applica il regime gestito, dove le imposte si calcolano sul risultato complessivo maturato nell’anno. È un vantaggio pratico rispetto al regime amministrato, perché consente di compensare plusvalenze e minusvalenze in modo più ampio, ma comporta anche che le tasse si paghino sul maturato e non sul realizzato.
Va aggiunta infine l’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul controvalore, che è a carico tuo e non compare in nessuna delle percentuali viste finora.
Rendimenti Moneyfarm o Fai-da-Te in ETF
Il confronto onesto non è tra Moneyfarm e un altro robo advisor, è tra Moneyfarm e comprare due o tre ETF globali da solo su un broker a basso costo, dove pagheresti circa lo 0,20% di solo TER contro l’1,28%.
Un punto percentuale l’anno di differenza, su vent’anni e con un capitale di 25.000 €, vale circa 14.000 € di montante finale. Detto così sembra che il fai-da-te vinca e basta, ma il calcolo trascura una variabile che i fogli di calcolo non catturano: il comportamento. Un portafoglio fai-da-te liquidato nel panico durante un meno 30% costa molto più dell’1% risparmiato ogni anno, e succede più spesso di quanto si ammetta.
Se vuoi vedere il confronto sviluppato su costi, fisco e funzionalità, l’abbiamo fatto nel confronto tra Moneyfarm e Trade Republic, mentre la scomposizione completa di ogni voce sta nella guida ai costi e commissioni Moneyfarm. Il quadro generale del servizio è invece nella nostra recensione di Moneyfarm con opinioni e costi reali.
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La Nostra Esperienza Diretta con i Rendimenti Moneyfarm
Abbiamo passato un pomeriggio su quella pagina e la cosa che ci ha sorpreso non sono stati i numeri, ma quello che manca intorno ai numeri.
Siamo partiti da un controllo di coerenza interna: se il P7 dichiara il 460,8% complessivo dal 30 dicembre 2011, il tasso annuo composto su quei quattordici anni e mezzo deve restituire 12,5%. Rifatto il calcolo su tutti e sette i portafogli, torna ovunque con scostamenti sotto il decimo di punto. I dati sono coerenti, cosa meno scontata di quanto sembri.
Sulle commissioni invece ci siamo dovuti fermare. Abbiamo spulciato la pagina, le note sotto il grafico e le didascalie delle asset class: si parla di fiscalità non considerata, di rendimenti attesi, del solito avviso sulle performance passate. Del trattamento dei costi nemmeno una riga. Ed è proprio l’informazione che serve per sapere quanto guadagni davvero.
Poi ci siamo accorti del dettaglio che ci ha convinti a scrivere questo articolo. Il widget della performance storica ti lascia scegliere rischio, opzione ESG e data di partenza, ma non l’importo investito. Ora, un canone fisso da 1,49 € al mese incide in modo completamente diverso su 2.500 € e su 100.000 €: una percentuale unica valida per tutti quel canone non può contenerlo. Non prova nulla su come venga trattata la commissione di gestione, però basta a non fidarsi del numero grande e a farsi dare una risposta scritta dall’assistenza prima di versare.
Domande Frequenti sui Rendimenti Moneyfarm
Quanto rende Moneyfarm in media?
Dipende dal portafoglio assegnato. Dal 30 dicembre 2011 la media annua va dall’1,0% del P1 al 12,5% del P7, con il P4 bilanciato al 5,6%. Sono dati rilevati sul sito ufficiale l’11 agosto 2026 e riferiti alla versione classica dei portafogli.
I Moneyfarm rendimenti sono al netto delle commissioni?
Il sito ufficiale non lo specifica sulla pagina dei portafogli. Il selettore della performance storica non permette di indicare l’importo investito, e siccome il canone di piattaforma è una cifra fissa la sua incidenza percentuale cambia col capitale: questo indica che canone e IVA restano fuori dal calcolo. Sul trattamento della commissione di gestione conviene chiedere conferma scritta all’assistenza.
Qual è il rendimento del GP Moneyfarm 40 e del GP Moneyfarm 60?
Le sigle con i numeri indicano la quota azionaria della linea. Nella scala dei sette portafogli le posizioni intermedie corrispondono al P3 e al P4, che dal 2011 hanno reso rispettivamente il 4,1% e il 5,6% medio annuo. Le linee specifiche vanno verificate nella documentazione ufficiale del prodotto, perché la corrispondenza tra sigla e portafoglio può cambiare.
Moneyfarm può andare in perdita?
Sì. Tutti i portafogli investono in ETF esposti ai mercati e il valore può scendere sotto la cifra versata, anche sui profili prudenti. La separazione patrimoniale presso la banca depositaria protegge da un dissesto della società, non dall’andamento dei mercati.
Conviene il portafoglio P1 di Moneyfarm?
Con l’1,0% medio annuo dal 2011 e un costo di gestione intorno all’1,2-1,3%, il P1 lascia poco o nulla al netto delle commissioni. Per chi ha quel profilo di rischio ha più senso valutare un conto deposito o un fondo monetario, dove non si paga una commissione di gestione.
Moneyfarm rendimenti simulazione: come si fa?
Sul sito ufficiale il simulatore permette di scegliere livello di rischio, opzione ESG e data di partenza per la performance storica, e in una sezione separata di stimare i ritorni attesi indicando capitale iniziale, versamento mensile e orizzonte temporale. La simulazione dei ritorni attesi non considera la fiscalità.
Che tasse si pagano sui rendimenti Moneyfarm?
Le plusvalenze sono tassate al 26%, con l’eccezione della quota in titoli di Stato che sconta il 12,5%, più l’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul controvalore. Moneyfarm agisce da sostituto d’imposta e versa le imposte per te attingendo alla liquidità del portafoglio.
I rendimenti passati di Moneyfarm si ripeteranno?
Non c’è modo di saperlo, e il periodo misurato conta parecchio. I quattordici anni e mezzo dal dicembre 2011 comprendono una fase molto favorevole per l’azionario, quindi i portafogli più aggressivi ne escono avvantaggiati rispetto a quello che un periodo diverso avrebbe mostrato.
Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria, né una sollecitazione all’investimento. Gli investimenti in strumenti finanziari sono soggetti alla variabilità dei mercati e possono comportare la perdita, anche totale, del capitale investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e non forniscono alcuna garanzia sui risultati futuri. I rendimenti riportati sono stati rilevati sul sito ufficiale Moneyfarm l’11 agosto 2026 e si riferiscono alla versione classica dei portafogli; i calcoli al netto delle commissioni sono elaborazioni nostre basate sui costi pubblicati e vanno considerati stime. Il contenuto potrebbe contenere link affiliati: se apri un conto tramite i nostri link possiamo ricevere una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te.

Alessandro Sabbatini è un imprenditore digitale dal 2013 e il fondatore di ProMarketer.it. Vive di business online da oltre 13 anni — SEO, affiliate marketing e investimenti testati in prima persona, lavorando da più di 30 paesi — e su ProMarketer condivide quello che fa, come lo fa e i risultati che ottiene: guide gratuite di web marketing, strategie per generare reddito online e informazioni a scopo educativo sugli investimenti. Leggi la sua storia completa →
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