La differenza tra SRL e SRLS non è fiscale ma strutturale: pagano le stesse imposte e tengono la stessa contabilità, ma la SRLS ha un capitale sociale sotto i 10.000 euro da versare per intero in denaro, uno statuto standard che non puoi modificare e soci che devono essere solo persone fisiche. In cambio non paga il notaio, il bollo e i diritti di segreteria, quindi si costituisce con circa 500 euro invece di 2.500. Se pensavi che la SRLS avesse anche una contabilità semplificata, è il malinteso più diffuso e in questa guida ti spieghiamo perché non è così, quanto costa davvero ciascuna delle due e in quali casi conviene partire dalla SRLS.
Sotto trovi il dettaglio di ogni voce, i costi reali di entrambe e il momento esatto in cui conviene passare dall’una all’altra. Se stai valutando anche il conto aziendale che ti servirà comunque il giorno dopo l’iscrizione al Registro Imprese, puoi confrontare le condizioni aggiornate direttamente sul sito ufficiale.
🚀 Vedi le condizioni aggiornate

Che differenza c’è tra SRL e SRLS
La differenza tra SRL e SRLS riguarda la nascita della società, non la sua natura giuridica: la SRLS è una SRL a tutti gli effetti, con una procedura di costituzione agevolata. Non è un tipo di società a sé stante: è disciplinata dall’articolo 2463-bis del Codice civile come variante semplificata della società a responsabilità limitata, introdotta dall’articolo 3 del D.L. 1/2012 convertito nella Legge 27/2012.
Questo significa che tutto quello che vale per una SRL vale anche per la SRLS: la responsabilità dei soci resta limitata al capitale conferito, l’utile è tassato con IRES e IRAP, il bilancio va depositato ogni anno e i libri sociali vanno tenuti e vidimati. Le agevolazioni riguardano esclusivamente il momento della nascita della società.
Il legislatore aveva un obiettivo preciso quando l’ha creata: abbattere la barriera d’ingresso per chi voleva costituire una società di capitali senza avere migliaia di euro da anticipare tra notaio e imposte. Ha funzionato sul costo iniziale, molto meno sulla gestione quotidiana.
Cosa hanno in comune SRL e SRLS
SRL e SRLS condividono più elementi di quanti ne differenzino. È il punto che quasi tutte le guide trattano di sfuggita, ed è invece quello che determina quanto ti costerà davvero la società dal secondo anno in poi.
Entrambe hanno personalità giuridica e patrimonio autonomo: i creditori della società non possono aggredire i beni personali dei soci, salvo i casi di responsabilità dell’amministratore. Entrambe applicano l’IRES al 24% sull’utile e l’IRAP secondo l’aliquota regionale. Entrambe devono tenere il libro giornale, il libro degli inventari, il libro delle decisioni dei soci e degli amministratori, redigere il bilancio d’esercizio e depositarlo al Registro delle Imprese entro i termini di legge.
Entrambe, infine, pagano il diritto annuale alla Camera di Commercio e la tassa di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali, che ammonta a 309,87 euro per le società con capitale fino a 516.456,90 euro. Questa tassa si paga ogni anno, non una volta sola: è uno degli errori di lettura più frequenti quando si stimano i costi.
🏦 Scopri il conto per la tua società
Le differenze che contano davvero
Le differenze operative tra le due forme sono quattro, e nessuna riguarda le tasse. Sono tutte concentrate nel modo in cui la società nasce e in chi può parteciparvi.
Il capitale sociale
La SRLS ha un capitale compreso tra 1 euro e 9.999,99 euro, e deve essere versato per intero al momento della costituzione, esclusivamente in denaro. Non puoi conferire un immobile, un macchinario o una prestazione d’opera: solo bonifico.
La SRL ordinaria parte anch’essa da 1 euro di capitale minimo, ma senza tetto massimo, e se il capitale supera i 10.000 euro puoi limitarti a versare il 25% alla costituzione, rimandando il resto. Puoi inoltre conferire beni in natura, con perizia di stima.
C’è una conseguenza pratica che sfugge: se la tua SRLS cresce e vuoi portare il capitale a 50.000 euro per rafforzarti davanti alle banche, non puoi farlo restando SRLS. Devi trasformarla, e la trasformazione richiede il notaio che avevi risparmiato all’inizio.
Lo statuto standard non si tocca
La SRLS adotta obbligatoriamente il modello standard tipizzato dal D.M. 138/2012, e le sue clausole sono inderogabili. Il notaio non può modificarle, nemmeno se glielo chiedi e nemmeno se sei disposto a pagarlo.
Su una società di due soci al 50% che fanno la stessa cosa, il modello standard va benissimo. Su una società dove uno mette i soldi e l’altro il lavoro, dove serve una governance particolare, categorie di quote con diritti diversi, clausole di prelazione o di gradimento, patti su come si esce, il modello standard diventa una gabbia. E l’unico modo per uscirne è modificare lo statuto, operazione che trasforma di fatto la SRLS in SRL ordinaria.
Chi può diventare socio
I soci di una SRLS possono essere solo persone fisiche. Una società, una holding, un fondo o un ente non possono entrare nel capitale.
Il limite si sente quando arriva il primo investitore. Se un business angel vuole entrare tramite la sua società veicolo, come accade quasi sempre, la SRLS non lo permette. Anche qui la strada è una sola: trasformare prima, far entrare l’investitore dopo.
Il notaio e le imposte di costituzione
Per la SRLS gli onorari notarili non sono dovuti per legge, e l’atto costitutivo è esente da imposta di bollo e da diritti di segreteria. Il notaio interviene comunque, perché l’atto pubblico resta obbligatorio, ma non ti fattura la parcella: viene remunerato dallo Stato attraverso un meccanismo che non ti riguarda.
Per la SRL ordinaria l’onorario si negozia liberamente, perché in Italia non esiste più un tariffario obbligatorio, e si colloca tipicamente tra 1.500 e 2.500 euro più IVA a seconda della complessità dell’atto e della città.
Quanto costa aprire una SRL e quanto una SRLS
Il divario di costo alla costituzione è di circa 2.000 euro, e si concentra quasi interamente sulla voce notaio. Le altre voci sono identiche o quasi.
I diritti di segreteria variano in base alla Camera di Commercio competente e al tipo di pratica, quindi la cifra esatta la sai solo a preventivo. Se vuoi il conto preciso sul tuo caso, con capitale e città, abbiamo costruito uno strumento dedicato nella guida su quanto costa aprire una SRL, dove trovi anche il calcolatore che somma tutte le voci.
I costi annuali sono identici, e questo cambia tutto
Dal secondo anno in poi una SRLS costa esattamente quanto una SRL. È il dato che ribalta il ragionamento di chi sceglie la SRLS solo per risparmiare.
Il diritto annuale camerale merita una nota: con il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 17 marzo 2026, entrato in vigore il 28 aprile, è stata confermata una maggiorazione del 20% per il triennio 2026-2028. Vale per tutte le imprese iscritte, SRLS incluse. Gli importi aggiornati per la tua provincia li trovi sul portale ufficiale del Registro Imprese.
Il conto aziendale è la voce che sottovaluti più facilmente, perché il canone in vetrina non è quello che paghi davvero: vanno contati bonifici extra soglia, carte aggiuntive e servizi a consumo. I piani business partono da 9 euro al mese IVA esclusa, con addebito annuale di 108 euro, e salgono a 19 e 39 euro per i piani superiori.

Attenzione anche alle estensioni: fatturazione automatica e monitoraggio dei progetti si pagano a parte, 12 e 20 euro al mese IVA esclusa, e non sono incluse nel canone del piano.

SRLS svantaggi: i limiti che nessuno racconta
Gli svantaggi della SRLS non stanno nei costi ma nella rigidità e nella percezione esterna. Sono tre, e vale la pena conoscerli prima di scegliere, non dopo.
Il mito della contabilità agevolata
La SRLS non ha alcuna contabilità semplificata. È l’equivoco più diffuso e anche il più costoso, perché porta a sottostimare il budget di gestione del primo anno.
Una SRLS tiene esattamente gli stessi libri di una SRL ordinaria, redige lo stesso bilancio d’esercizio secondo gli schemi del Codice civile, lo deposita con le stesse scadenze e paga lo stesso commercialista. Il regime forfettario, quello con la contabilità davvero leggera e l’imposta sostitutiva, è riservato alle persone fisiche con partita IVA individuale: una società di capitali non può accedervi in nessuna forma. Se il tuo obiettivo primario è la semplicità gestionale, la domanda da farti non è SRL o SRLS, ma società o partita IVA individuale.
Lo statuto che non puoi adattare
Il modello standard ministeriale copre bene il caso semplice e male tutti gli altri. Finché sei solo o con un socio paritetico che fa il tuo stesso mestiere, non te ne accorgi nemmeno. Nel momento in cui la struttura societaria si complica, la rigidità diventa un ostacolo concreto e la soluzione passa comunque dal notaio.
La percezione di banche, fornitori e clienti
Un capitale sociale di 1 euro è perfettamente legale e perfettamente visibile. Chiunque può leggerlo in una visura camerale, e banche, fornitori che concedono dilazioni e clienti corporate in fase di qualifica lo fanno regolarmente.
Non è un giudizio morale, è valutazione del rischio: un capitale simbolico segnala che il patrimonio a garanzia dei creditori è nullo. Questo può tradursi in un fido negato, in una fornitura chiesta con pagamento anticipato o in un bando a cui non ti qualifichi. Nella pratica, molte SRLS partono con un capitale tra 5.000 e 9.999 euro proprio per non presentarsi con questo segnale addosso.
SRLS unipersonale: si può aprire da soli?
Sì, la SRLS unipersonale è ammessa e si costituisce con un unico socio persona fisica. Vale la regola generale delle società a responsabilità limitata con socio unico: il capitale va versato integralmente e negli atti e nella corrispondenza va indicato che la società ha un socio solo.
L’attenzione va sulla responsabilità. Il socio unico mantiene la responsabilità limitata soltanto se rispetta gli adempimenti pubblicitari e il versamento integrale del capitale. Se questi requisiti non sono soddisfatti e la società diventa insolvente, il socio unico risponde illimitatamente con il proprio patrimonio per le obbligazioni sorte nel periodo di irregolarità. È una delle poche situazioni in cui lo schermo della responsabilità limitata cade davvero.
C’è un fatturato minimo per una SRLS?
No, non esiste alcun fatturato minimo né massimo per una SRLS. Puoi fatturare zero o dieci milioni di euro: la legge non pone soglie di ricavi, perché il limite dei 9.999,99 euro riguarda il capitale sociale, non il volume d’affari.
La domanda però nasce da un’intuizione corretta. Esiste una soglia economica, non giuridica, sotto la quale una società di capitali non ha senso: quella in cui i costi fissi annuali superano il vantaggio fiscale e di protezione patrimoniale. Con un margine modesto, i costi ricorrenti che vedi nella tabella qui sopra si mangiano il beneficio, e la partita IVA individuale resta più efficiente. Il ragionamento vero da fare non è sul fatturato ma sull’utile atteso e sul rischio d’impresa che vuoi separare dal tuo patrimonio personale.
🚀 Apri il conto della tua società
Meglio SRL o SRLS? Come scegliere
Capita la differenza tra SRL e SRLS, la scelta si decide su tre domande, e nessuna riguarda il risparmio iniziale. Se rispondi sì anche a una sola di queste, la SRL ordinaria è la strada giusta fin da subito.
- Ti serve uno statuto su misura? Governance particolare, quote con diritti diversi, clausole di uscita, patti tra soci: il modello standard non lo consente.
- Prevedi l’ingresso di una società nel capitale? Investitori tramite veicolo, holding di famiglia, partner societari: la SRLS non li ammette.
- Ti serve un capitale sopra i 10.000 euro? Per credibilità, per un bando o per una richiesta di finanziamento: la SRLS ha il tetto.
La SRLS resta invece la scelta sensata quando parti da solo o con un socio paritetico, hai un progetto che deve validarsi sul mercato prima di strutturarsi, e i 2.000 euro di notaio risparmiati ti servono davvero per il business. È una forma di partenza eccellente e una forma di arrivo mediocre: nasce per farti iniziare, non per accompagnarti a regime.
Se stai ancora valutando se ti serve una società o se ti conviene appoggiarti a un professionista per la gestione, può aiutarti la nostra analisi sul commercialista online, dove confrontiamo costi e servizi dei principali operatori.
Come si passa da SRLS a SRL
Il passaggio da SRLS a SRL ordinaria non è una trasformazione societaria in senso tecnico, ma una modifica dello statuto. La società resta la stessa, con la stessa partita IVA, lo stesso numero di iscrizione e la stessa storia: cambia il vestito, non il soggetto.
In pratica serve una delibera dell’assemblea dei soci davanti al notaio, che adotta un nuovo statuto non più vincolato al modello ministeriale e, se lo si desidera, aumenta il capitale sopra i 10.000 euro. Da quel momento decadono i limiti sui soci e sulla personalizzazione delle clausole. I costi sono quelli di un atto notarile di modifica statutaria, quindi l’onorario che avevi evitato alla partenza si presenta ora, spesso maggiorato dall’eventuale aumento di capitale.
È esattamente il motivo per cui vale la pena fare bene il conto all’inizio: se sai già che entro un anno o due dovrai strutturarti, partire SRLS significa pagare due volte il notaio invece di una.
La nostra esperienza nel confronto tra le due forme
Lavorando sui costi di costituzione per il nostro calcolatore abbiamo verificato una per una le voci sui documenti ufficiali, e la sorpresa più grossa è stata la tassa di concessione governativa sui libri sociali: 309,87 euro che quasi tutte le simulazioni online inseriscono tra i costi di avvio una tantum, mentre è una spesa annuale ricorrente. Su un orizzonte di cinque anni fa una differenza di oltre 1.200 euro rispetto a quello che ti aspettavi, e vale identica per SRL e per SRLS.
La seconda cosa che abbiamo notato confrontando le guide in circolazione riguarda proprio la contabilità: la maggior parte dei contenuti che spiegano la differenza tra SRL e SRLS parla di “gestione semplificata” senza chiarire che la semplificazione riguarda solo l’atto costitutivo. Chi legge in fretta si convince di risparmiare anche sul commercialista, che è invece la voce più pesante e non cambia di un euro tra le due forme.
Un’ultima osservazione pratica: il conto corrente aziendale serve prima ancora che la società esista, perché il capitale sociale va versato e la ricevuta serve al notaio. Conviene averlo pronto prima dell’appuntamento, non dopo, per non allungare i tempi di iscrizione al Registro Imprese.
Qualunque delle due forme tu scelga, il conto aziendale intestato alla società serve fin dal versamento del capitale: conviene confrontare canoni e servizi prima di fissare l’appuntamento dal notaio. Se vuoi approfondire una delle opzioni pensate per le società appena costituite, abbiamo raccolto costi e limiti nella nostra recensione completa di Qonto. Qonto offre anche un percorso di costituzione assistita per SRL, SRLS e startup innovative gestito da Itadvisors: la consulenza costa 99 euro più IVA, a cui vanno sommate le spese di costituzione che restano a tuo carico, e include quattro mesi di prova gratuita del conto business più uno sconto del 15% sui servizi Itadvisors. Il commercialista ricontatta entro 24 ore dall’acquisto. Verifica sempre condizioni e importi aggiornati sul sito ufficiale prima di procedere.

Domande frequenti su SRL e SRLS
Cosa cambia tra una SRL e una SRLS?
Cambiano quattro cose: il capitale sociale, che nella SRLS non può superare 9.999,99 euro e va versato per intero in denaro; lo statuto, che nella SRLS segue un modello ministeriale non modificabile; i soci, che nella SRLS possono essere solo persone fisiche; e i costi di costituzione, perché la SRLS non paga onorario notarile, bollo e diritti di segreteria. Tasse, contabilità e responsabilità limitata sono invece identiche.
Quali sono i vantaggi della SRLS?
Il vantaggio principale è il costo di partenza: circa 600-800 euro contro i 2.300-3.300 di una SRL ordinaria, perché gli onorari notarili non sono dovuti per legge e l’atto è esente da bollo e diritti di segreteria. Il secondo vantaggio è la possibilità di costituire una società di capitali con un capitale minimo simbolico, mantenendo la responsabilità limitata al patrimonio sociale.
Quali sono i limiti di una SRLS?
I limiti sono tre: lo statuto standard non è personalizzabile, quindi non puoi prevedere governance particolari o clausole tra soci; nel capitale non possono entrare società, il che blocca l’ingresso di investitori tramite veicolo; il capitale non può superare 9.999,99 euro. A questi si aggiunge un limite di percezione, perché un capitale molto basso è visibile in visura e viene valutato da banche e fornitori.
La SRLS ha una contabilità semplificata?
No. La SRLS tiene la stessa contabilità ordinaria di una SRL: stessi libri sociali, stesso bilancio d’esercizio, stesse scadenze di deposito e stesso costo di commercialista. La semplificazione riguarda esclusivamente la fase di costituzione. Il regime forfettario è riservato alle partite IVA individuali e non è accessibile a nessuna società di capitali.
Si può aprire una SRLS unipersonale?
Sì, con un unico socio persona fisica. Il capitale va versato integralmente e la condizione di socio unico va indicata negli atti e nella corrispondenza. Se questi adempimenti non vengono rispettati e la società diventa insolvente, il socio unico risponde illimitatamente con il proprio patrimonio per le obbligazioni sorte nel periodo di irregolarità.
Esiste un fatturato minimo per aprire una SRLS?
No, la legge non prevede alcun fatturato minimo o massimo. Il tetto di 9.999,99 euro riguarda il capitale sociale, non i ricavi. Esiste però una soglia economica di convenienza: sotto un certo utile, i costi fissi annuali di una società di capitali superano il beneficio fiscale e la partita IVA individuale resta più efficiente.
Quanto costa mantenere una SRLS ogni anno?
I costi ricorrenti sono gli stessi di una SRL ordinaria: 309,87 euro di tassa di concessione governativa per i libri sociali con capitale fino a 516.456,90 euro, il diritto annuale camerale maggiorato del 20% per il triennio 2026-2028, la parcella del commercialista per la contabilità ordinaria, i diritti di deposito del bilancio e il canone del conto aziendale.
Come si passa da SRLS a SRL?
Serve una delibera assembleare davanti al notaio che adotta un nuovo statuto non più vincolato al modello ministeriale, eventualmente aumentando il capitale sopra i 10.000 euro. Non è una trasformazione societaria: la società mantiene partita IVA, numero di iscrizione e continuità giuridica. I costi sono quelli di un atto di modifica statutaria.
Disclaimer: questo contenuto ha finalità informative e può contenere link affiliati, dai quali possiamo ricevere una commissione senza alcun costo aggiuntivo per te. Non rappresenta consulenza legale, fiscale o societaria. Costi, imposte e adempimenti indicati sono aggiornati alla data di pubblicazione e possono variare in base alla Camera di Commercio competente, alla regione e alle scelte statutarie: prima di costituire una società verifica sempre gli importi con un notaio o un commercialista e consulta le fonti ufficiali.

Alessandro Sabbatini è un imprenditore digitale dal 2013 e il fondatore di ProMarketer.it. Vive di business online da oltre 13 anni — SEO, affiliate marketing e investimenti testati in prima persona, lavorando da più di 30 paesi — e su ProMarketer condivide quello che fa, come lo fa e i risultati che ottiene: guide gratuite di web marketing, strategie per generare reddito online e informazioni a scopo educativo sugli investimenti. Leggi la sua storia completa →