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Chiudere Conto BancoPosta: Costi, Procedura e Tempi

Per chiudere il conto BancoPosta non paghi nulla. Nessuna penale, nessuna spesa di estinzione: la legge italiana lo vieta a tutti gli operatori, Poste Italiane inclusa. Ti vengono addebitate solo le somme già maturate, cioè il canone del periodo, l’imposta di bollo e gli eventuali interessi a debito.

La richiesta si presenta all’ufficio postale con un documento d’identità, oppure la fai gestire direttamente alla banca dove apri il conto nuovo tramite la procedura di trasferimento dei servizi. La seconda strada è quella che consigliamo, perché sposta insieme al conto anche l’accredito della pensione o dello stipendio e tutte le domiciliazioni.

Prima di procedere c’è una cosa che vale più di tutta la procedura: capire cosa resta agganciato al conto. Su BancoPosta è raro che ci sia solo il conto, e le carte o i libretti collegati sono quello che blocca la pratica quando pensi di aver finito.

CHIUSURA CONTO BANCOPOSTA IN SINTESI
Voce Dettaglio
💳 Costo Gratuito, nessuna penale di estinzione
💰 Cosa resta dovuto Canone maturato, imposta di bollo, interessi passivi
🔗 Dove si fa Ufficio postale, oppure tramite la nuova banca con la portabilità
📄 Cosa porti con te Documento, codice fiscale, carte collegate, eventuali libretti di assegni
⏱️ Tempi di legge 12 giorni lavorativi per il trasferimento dei servizi a un’altra banca

Quanto costa chiudere il conto BancoPosta

La chiusura del conto BancoPosta è gratuita. Il divieto di applicare spese o penali per l’estinzione di un conto corrente vale per tutti gli operatori italiani ed è stato introdotto dal decreto Bersani. Non esiste una commissione di chiusura, né un importo minimo da lasciare sul conto.

Quello che ti trovi sull’ultimo estratto conto sono le competenze di liquidazione, cioè importi già maturati e calcolati fino al giorno dell’estinzione. Il canone del conto per la frazione di periodo non ancora addebitata, l’imposta di bollo in proporzione ai mesi dell’anno in cui il conto è stato aperto, gli eventuali interessi passivi e il canone della carta collegata.

L’imposta di bollo è quella che genera più malintesi. Non la incassa Poste, la incassa lo Stato, e se chiudi a settembre te la ritrovi comunque addebitata per i mesi trascorsi. Non è un costo di chiusura mascherato, è un’imposta dovuta a prescindere.

Come chiudere il conto BancoPosta

La procedura standard si svolge allo sportello. Ti presenti in ufficio postale con un documento d’identità valido e il codice fiscale, chiedi il modulo di estinzione del rapporto e indichi come vuoi ricevere il saldo residuo, di norma con bonifico su un altro IBAN.

Contestualmente vanno restituite o dichiarate distrutte le carte collegate al conto e gli eventuali carnet di assegni non utilizzati. Se il conto è intestato a più persone con firma congiunta, servono tutti gli intestatari.

Cosa controllare prima di andare allo sportello

Il conto BancoPosta è spesso il centro di una costellazione di prodotti. Prima di chiedere la chiusura verifica cosa c’è agganciato, perché ogni elemento va gestito a sua volta.

  • Carte di debito e prepagate collegate al conto, che smettono di funzionare con l’estinzione
  • Libretti postali e altri prodotti di risparmio eventualmente collegati al rapporto
  • Accredito della pensione o dello stipendio, che va spostato prima, non dopo
  • Domiciliazioni di utenze, abbonamenti e rate
  • Prodotti di investimento o polizze sottoscritti tramite Poste
Chiudere conto BancoPosta passaggi

Se sul conto arriva la pensione, il passaggio al nuovo IBAN va comunicato all’ente che la eroga e i tempi non coincidono con quelli della chiusura. Chiudere prima che l’ente abbia recepito il nuovo IBAN significa vedersi respingere una mensilità.

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Farlo fare alla nuova banca

C’è un modo per non mettere piede in ufficio postale. Quando apri un conto altrove puoi chiedere alla nuova banca il trasferimento dei servizi di pagamento, indicando l’IBAN BancoPosta come conto di provenienza. Da quel momento sono le due banche a parlarsi.

La legge impone un termine massimo di 12 giorni lavorativi per completare il trasferimento, e insieme al saldo si spostano gli ordini permanenti, gli addebiti diretti e gli accrediti ricorrenti. È la differenza tra svegliarsi con tutto già agganciato al conto nuovo e passare tre settimane a ricontattare il gestore della luce.

Quanto tempo ci vuole per chiudere il conto BancoPosta

Sono due termini diversi e vanno tenuti distinti. Se chiedi direttamente l’estinzione, la documentazione di Poste Italiane indica un termine massimo di 15 giorni dalla ricezione della richiesta, e da quella data viene sospesa l’applicazione delle spese. Se invece stai trasferendo i servizi a un’altra banca con la portabilità, vale il tetto di legge di 12 giorni lavorativi. In entrambi i casi i tempi si allungano se al conto restano agganciati carte con movimenti in sospeso, libretti o accrediti non ancora spostati.

Chiudere il conto BancoPosta senza andare in ufficio postale

Non esiste un pulsante di chiusura dentro l’area riservata o l’app. La strada per evitare lo sportello è quella indiretta, cioè la portabilità richiesta alla banca nuova, oppure l’invio di una richiesta di recesso scritta per raccomandata con ricevuta di ritorno.

La raccomandata ha un vantaggio che allo sportello non hai: la ricevuta di ritorno fissa una data certa. Se dopo quella data ti vengono addebitati canoni, hai la prova documentale per contestarli. Nella busta vanno la richiesta firmata, la copia del documento, l’IBAN di destinazione del saldo e la dichiarazione sulle carte.

Conto cointestato e conto di un defunto

Sul conto cointestato vale la regola generale. Se è a firma disgiunta la richiesta può partire da un solo intestatario, che deve comunque informare gli altri. Se è a firma congiunta serve la volontà di tutti.

Diverso e molto più delicato è il caso del conto intestato a una persona deceduta. Non è una chiusura ordinaria, è una successione: il conto viene bloccato alla comunicazione del decesso e il saldo viene liquidato agli eredi solo dopo la presentazione della documentazione successoria. Chi si trova in questa situazione non deve cercare il modulo di estinzione, deve rivolgersi all’ufficio postale dichiarando il decesso e farsi indicare la pratica corretta.

Conviene chiudere o basta cambiare profilo

Prima di estinguere, considera che BancoPosta ha profili di conto differenti e che in alcuni casi il canone si riduce o si azzera in base all’età o ad altre condizioni. Cambiare profilo interno è molto più rapido che chiudere e riaprire altrove.

Chiudere ha senso quando il canone che paghi non trova compensazione in nessun profilo disponibile, quando ti servono funzioni che non trovi, tipico il caso di chi opera spesso in valuta o vuole tutto dentro un’app, oppure quando il conto è di fatto inattivo e continua a generare bollo e canone senza che tu lo usi.

Non ha senso chiudere se l’unica cosa che ti dà fastidio è la fila allo sportello e poi apri un conto che ti costa più di quello che stai lasciando. Fai il conto del canone annuo effettivo prima, non dopo.

Cosa aprire dopo

Il conto sostitutivo si sceglie su come usi i soldi. Se ti serve solo un posto dove far arrivare l’accredito e pagare le utenze, una banca online italiana a canone zero è la scelta più lineare. Se spendi spesso all’estero o in valuta, un conto digitale europeo ha senso. Se invece vuoi conto e criptovalute nella stessa app, senza passare da un exchange separato, esiste una terza categoria.

In quest’ultima rientra Deblock, che abbiamo provato. Il piano base è gratuito e affianca al conto un wallet non custodial, cioè con le chiavi che restano nelle tue mani. Chi apre il conto tramite un codice ambassador riceve un bonus di benvenuto in Bitcoin del valore di 20 euro, secondo le condizioni ufficiali, accreditato dopo la verifica dell’identità e una ricarica di almeno 5 euro, con l’erogazione prevista nei giorni successivi al trentesimo dall’apertura.

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Detto onestamente, Deblock non è il sostituto giusto per tutti. Non ha sportelli fisici, cosa che per chi è abituato all’ufficio postale pesa, e la componente in criptovalute comporta oscillazioni di valore. Se quello che ti serve è un conto per la pensione e le bollette, guarda prima le banche online italiane.

Modulo chiusura conto BancoPosta: dove trovarlo e cosa scrivere

Il modulo di richiesta di chiusura è il documento che formalizza il recesso, ed è quello che cerca la maggior parte delle persone. Si chiama “Modulo di richiesta chiusura conto corrente BancoPosta persone fisiche”, Poste lo mette a disposizione in ufficio postale e lo pubblica anche online in versione stampabile. Il modulo stesso prevede la consegna allo sportello, ma le FAQ ufficiali indicano anche l’indirizzo per chi spedisce con raccomandata con avviso di ricevimento: Centro Servizi Firenze 2, CP 5000, 50142 Firenze. Per i dubbi prima di andare, l’assistenza risponde al +39 06 45263322 dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20.

Va compilato con i tuoi dati, il numero di conto, l’IBAN su cui trasferire il saldo residuo e la firma, accompagnato dalla copia di un documento d’identità. Contiene anche la dichiarazione su carte e assegni, che puoi restituire oppure dichiarare smarriti, rubati o distrutti, e se il conto è cointestato a firma congiunta devono firmare tutti gli intestatari. Il testo del modulo riporta che Poste provvede alla chiusura entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso, salvo cause ostative. Dalla data in cui Poste riceve la richiesta viene sospesa l’applicazione delle spese, quindi la data di ricezione conta: è un altro motivo per usare la raccomandata con ricevuta di ritorno invece di una spedizione semplice.

Chiusura con saldo negativo

Se il conto è a debito la chiusura non parte. La banca non può estinguere un rapporto che presenta un saldo negativo, quindi il primo passo è ripianare, versando l’importo mancante, e solo dopo presentare la richiesta.

Capita più spesso di quanto si pensi sui conti considerati dormienti: il titolare smette di usarli, il canone e l’imposta di bollo continuano a essere addebitati, e nel giro di qualche trimestre il saldo va sotto zero. Chi si accorge del problema anni dopo si trova a dover coprire competenze arretrate prima di poter chiudere. Se hai un conto che non usi, verificarne il saldo è più urgente che chiuderlo.

La nostra esperienza diretta

Nelle chiusure di conto BancoPosta che abbiamo seguito l’intoppo ricorrente non è burocratico, è di sequenza. Le persone chiudono il conto e solo dopo si accorgono che l’accredito ricorrente non è stato spostato, perché hanno dato per scontato che bastasse comunicare il nuovo IBAN alla nuova banca.

Il punto che nessuno spiega è che l’ente che eroga uno stipendio o una pensione ha tempi propri, indipendenti da quelli bancari, e spesso lavora su una data di cut off mensile. Se comunichi il nuovo IBAN dopo quella data, la mensilità successiva parte comunque verso il vecchio conto. Se il vecchio conto nel frattempo è chiuso, il pagamento viene respinto e rientra all’ente, e il recupero richiede settimane.

La contromossa è banale: sposta l’accredito, aspetta di vedere arrivare almeno una mensilità sul conto nuovo, e solo a quel punto chiedi la chiusura. Un mese di sovrapposizione tra i due conti costa un canone in più e ti evita il problema più fastidioso di tutta l’operazione.

Abbiamo scritto la stessa guida, con le regole specifiche di ogni banca, anche per chi deve chiudere un conto UniCredit, buddybank, Fineco, BPER, BBVA o N26.

Domande frequenti sulla chiusura del conto BancoPosta

Quanto costa chiudere il conto BancoPosta?

Nulla. La chiusura è gratuita per legge e non può prevedere penali. Restano dovute solo le somme maturate fino alla data di estinzione, cioè canone del periodo, imposta di bollo ed eventuali interessi passivi.

Posso chiudere il conto BancoPosta online?

Non c’è una funzione di chiusura nell’area riservata o nell’app. Le alternative allo sportello sono la raccomandata A/R con richiesta di recesso e la procedura di trasferimento dei servizi richiesta alla banca dove apri il conto nuovo.

Cosa succede alla carta collegata al conto?

Le carte di debito agganciate al conto cessano di funzionare con l’estinzione e vanno restituite o dichiarate distrutte al momento della richiesta. Se hai una prepagata associata al rapporto, verifica separatamente come vada gestita.

Ho la pensione accreditata sul conto, cosa devo fare?

Comunica il nuovo IBAN all’ente erogatore e aspetta di vedere accreditata almeno una mensilità sul conto nuovo prima di chiudere il vecchio. Gli enti lavorano su date di cut off mensili che non coincidono con i tempi bancari.

Quanto tempo ci vuole?

Sono due termini diversi. Se stai trasferendo i servizi a un’altra banca vale il tetto di legge di 12 giorni lavorativi. Se invece chiedi direttamente l’estinzione, la documentazione di Poste Italiane indica un termine massimo di 15 giorni dalla ricezione della richiesta, durante i quali viene sospesa l’applicazione delle spese.

Come si chiude il conto di una persona deceduta?

Non è una chiusura ordinaria ma una pratica di successione. Il rapporto viene bloccato alla comunicazione del decesso e il saldo viene liquidato agli eredi dopo la presentazione della documentazione successoria richiesta.

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In sintesi

Chiudere il conto BancoPosta è gratuito e si fa allo sportello con un documento, oppure delegando tutto alla nuova banca con la portabilità. La parte che richiede attenzione non è il modulo, sono gli accrediti ricorrenti e i prodotti collegati: spostali prima, verifica che siano arrivati a destinazione, e solo dopo chiedi l’estinzione. Le condizioni economiche del tuo specifico profilo di conto vanno controllate sul foglio informativo ufficiale.

Disclaimer: questo contenuto ha finalità informative e può contenere link affiliati. Non rappresenta consulenza finanziaria, fiscale o di investimento. Le condizioni economiche dei conti correnti, i bonus e le promozioni citate possono cambiare nel tempo e vanno sempre verificate sui siti ufficiali prima di aprire o chiudere un rapporto bancario. I prodotti che includono operatività in criptovalute comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito.

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