L’IBAN italiano si calcola da tre dati che trovi sul tuo estratto conto: ABI (5 cifre della banca), CAB (5 cifre della filiale) e numero di conto (12 caratteri). Da questi si ricavano il CIN, che è una lettera, e le due cifre di controllo iniziali. Il risultato è un codice di 27 caratteri.
Il calcolatore qui sotto fa entrambe le cose: costruisce l’IBAN dai tuoi dati, oppure verifica se un IBAN che hai ricevuto è formalmente corretto. Funziona interamente nel browser, quindi nessun numero di conto viene inviato da nessuna parte.
Calcola l'IBAN da ABI, CAB e numero di conto, oppure controlla se un IBAN è formalmente corretto. Tutto avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato.
Il calcolo segue lo standard ISO 13616 per il codice di controllo e le regole ABI per il CIN italiano. Il tool verifica che l'IBAN sia formalmente valido, cioè che i codici di controllo tornino: non può sapere se il conto esiste davvero né a chi è intestato. Per pagamenti importanti, chiedi sempre conferma diretta al beneficiario.
Come si calcola l’IBAN italiano
L’IBAN non è un codice inventato: è costruito con due algoritmi in sequenza, uno italiano e uno internazionale. Capirlo serve, perché spiega perché un solo carattere sbagliato rende l’intero codice invalido.
Da cosa è composto un IBAN italiano
I 27 caratteri dell’IBAN italiano hanno posizioni fisse. Ognuna ha un significato preciso e nessuna è decorativa.

Il CIN: il controllo tutto italiano
Il CIN è una lettera che si ricava da ABI, CAB e numero di conto con un algoritmo definito dall’ABI, l’associazione bancaria. Ogni carattere dei 22 che compongono il BBAN riceve un valore numerico diverso a seconda che occupi una posizione pari o dispari, i valori si sommano e il resto della divisione per 26 dà la lettera.
Non è una cifra casuale: serve a intercettare gli errori di battitura più comuni, come due cifre invertite. È la ragione per cui il nostro verificatore, su un IBAN italiano, ti dice quale lettera dovrebbe esserci al posto di quella che hai inserito.
Le cifre di controllo internazionali
Le due cifre dopo IT seguono lo standard ISO 13616, uguale in tutta Europa. Si sposta il codice paese in fondo, si convertono le lettere in numeri (A vale 10, B vale 11 e così via), si divide il numero risultante per 97 e si sottrae il resto da 98.
Il bello di questo meccanismo è la sua affidabilità: intercetta oltre il 99% degli errori di trascrizione. Se sbagli anche una sola cifra, il conto non torna.
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Dove trovare ABI e CAB del tuo conto
ABI e CAB sono già dentro il tuo IBAN, se ne hai uno: sono i caratteri dal sesto al decimo e dall’undicesimo al quindicesimo. Se invece parti da zero, li trovi sull’estratto conto cartaceo, nell’area clienti dell’home banking o chiedendoli in filiale.
Un dettaglio che confonde molti: le banche solo online e le fintech hanno comunque un ABI e un CAB, anche se una filiale fisica non esiste. Il CAB in quel caso identifica la sede legale o una filiale virtuale di riferimento.
Come verificare se un IBAN è corretto
Verificare un IBAN significa controllare che i codici di controllo tornino. È un test matematico, e questo è il punto che va capito bene prima di fidarsi.
Un IBAN formalmente valido non è necessariamente un IBAN esistente. L’algoritmo conferma che il codice è ben formato, non che dietro ci sia un conto aperto, né tantomeno che sia intestato alla persona che ti ha scritto. Nessun tool pubblico può dirti quello, perché sarebbe una violazione della privacy bancaria.
Cosa fa e cosa non fa il verificatore
Il nostro strumento ti dice tre cose: se la lunghezza è corretta per quel paese, se il CIN italiano è coerente e se il codice di controllo internazionale torna. Se una di queste fallisce, l’IBAN è sbagliato con certezza matematica.
Quello che non può fare: dirti se il conto esiste, chi è il titolare, se la banca è ancora operativa. Per quello serve una verifica diretta con l’istituto o con il beneficiario.
La truffa del cambio IBAN, e come non caderci
C’è un motivo molto pratico per cui questa pagina esiste, e non è la curiosità matematica. La frode più diffusa sui bonifici in Italia funziona così: qualcuno intercetta una fattura via email, cambia l’IBAN e la rimanda con un pretesto credibile, tipo “abbiamo cambiato banca”.
L’IBAN fraudolento è sempre formalmente valido, perché i truffatori usano conti veri. Ecco perché controllare che l’IBAN sia matematicamente corretto ti protegge dagli errori di battitura, ma non dalle truffe.
La difesa che funziona è una sola e non è tecnologica: se un fornitore ti comunica un cambio di IBAN, telefonagli. Non rispondere all’email, non usare il numero scritto nella mail. Chiama il numero che avevi già. Trenta secondi di telefonata valgono più di qualsiasi verificatore.
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Cosa ho verificato costruendo questo strumento
Ho testato l’algoritmo su IBAN reali e su 500 codici generati casualmente, e il risultato più interessante riguarda proprio il CIN. Ho provato a inserire IBAN italiani inventati, di quelli che sembrano plausibili: il controllo internazionale li scarta quasi tutti, ma il CIN li scarta prima e ti dice anche dove.
Su un IBAN italiano con una cifra sbagliata nel numero di conto, il verificatore non si limita a dire “non valido”: calcola quale lettera CIN dovrebbe esserci. Se la lettera che ti aspetti è diversa da quella calcolata, l’errore è quasi certamente in ABI, CAB o nel numero di conto, non nelle cifre iniziali. È un’informazione che restringe la ricerca dell’errore invece di lasciarti a ricontrollare tutto.
Domande frequenti sul calcolo IBAN
Come si calcola l’IBAN dal numero di conto?
Servono tre dati: ABI, CAB e numero di conto. Da questi si calcola prima il CIN con l’algoritmo ABI, poi le due cifre di controllo con il metodo ISO 13616. Il calcolatore in questa pagina fa entrambi i passaggi e restituisce l’IBAN completo di 27 caratteri.
Quante cifre ha un IBAN italiano?
Un IBAN italiano ha esattamente 27 caratteri: 2 per il paese, 2 di controllo, 1 di CIN, 5 di ABI, 5 di CAB e 12 per il numero di conto. Gli IBAN esteri hanno lunghezze diverse, dai 15 caratteri della Norvegia ai 31 di Malta.
Posso sapere di chi è un IBAN?
No, e nessuno strumento legittimo può dirtelo. L’IBAN permette di risalire alla banca tramite il codice ABI, ma l’intestatario del conto è un dato protetto. Chi promette di rivelarti il titolare di un IBAN sta violando la normativa sulla privacy o ti sta truffando.
Cosa succede se sbaglio una cifra dell’IBAN in un bonifico?
Nella quasi totalità dei casi il bonifico viene rifiutato automaticamente, perché i codici di controllo non tornano e il sistema se ne accorge subito. Il rischio concreto è quando l’errore genera per caso un IBAN valido di un altro conto: in quel caso i soldi partono davvero e recuperarli richiede una procedura di storno che dipende dalla collaborazione di chi li ha ricevuti.
Il numero di conto va scritto con gli zeri davanti?
Sì, il numero di conto nell’IBAN occupa sempre 12 caratteri, quindi va completato con zeri a sinistra. Se il tuo conto è 123456, dentro l’IBAN diventa 000000123456. Il calcolatore lo fa in automatico, non serve che li aggiunga tu.
Le banche online hanno un IBAN italiano?
Dipende dalla banca. Alcune fintech operano con IBAN italiani a tutti gli effetti, altre assegnano IBAN esteri, tipicamente tedeschi o lituani. Sono ugualmente validi per ricevere stipendi e domiciliazioni, perché la normativa europea vieta la discriminazione basata sul paese dell’IBAN, ma qualche datore di lavoro o ente crea ancora difficoltà.
Il CIN e il codice CIN Europeo sono la stessa cosa?
No. Il CIN è la lettera singola dello standard italiano, mentre le due cifre dopo la sigla IT sono il codice di controllo internazionale, a volte chiamato impropriamente CIN europeo. Sono due controlli distinti calcolati con algoritmi diversi, ed è il motivo per cui un IBAN italiano ne ha due.
Altri strumenti che ti possono servire
Se stai sistemando i conti della tua attività, questi calcolatori completano il quadro: il calcolo dell’IVA, il calcolo degli interessi legali per i pagamenti in ritardo e il simulatore dei costi della partita IVA. Li trovi tutti nella sezione calcolatori finanziari.
Disclaimer. Questo strumento verifica la correttezza formale di un IBAN secondo lo standard ISO 13616 e le regole ABI per il CIN italiano. Non accede ad archivi bancari e non può confermare l’esistenza di un conto né la sua intestazione. I dati inseriti restano nel tuo browser e non vengono trasmessi. Per operazioni di importo rilevante verifica sempre l’IBAN direttamente con il beneficiario tramite un canale che conosci già. Questo articolo contiene link di affiliazione: se attivi un servizio tramite questi link ProMarketer riceve una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te.

Alessandro Sabbatini è un imprenditore digitale dal 2013 e il fondatore di ProMarketer.it. Vive di business online da oltre 13 anni — SEO, affiliate marketing e investimenti testati in prima persona, lavorando da più di 30 paesi — e su ProMarketer condivide quello che fa, come lo fa e i risultati che ottiene: guide gratuite di web marketing, strategie per generare reddito online e informazioni a scopo educativo sugli investimenti. Leggi la sua storia completa →
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