Il calcolo del TFR parte da una regola semplice: ogni anno il datore accantona la tua retribuzione lorda divisa per 13,5, meno un contributo dello 0,50% che finisce all’INPS. In pratica ti resta il 6,91% della retribuzione annua. Quello che complica i conti sono le due cose che vengono dopo: la rivalutazione annuale del fondo e la tassazione, che segue regole tutte sue. Il calcolatore qui sotto ti dà sia il lordo accumulato sia una stima del netto che ti arriva in banca.
Come si calcola il TFR anno per anno
Il TFR, il trattamento di fine rapporto, si accumula dividendo la retribuzione utile annua per il divisore fisso 13,5. Su una retribuzione da 30.000 euro fanno 2.222,22 euro. Da questa cifra si toglie un contributo dello 0,50% calcolato sulla retribuzione imponibile previdenziale, cioè 150 euro, e la quota che resta accantonata è 2.072,22 euro.
Messa in percentuale, la quota netta annua vale il 6,91% circa della retribuzione lorda. È il numero da tenere a mente quando vuoi farti un’idea rapida: chi guadagna 30.000 euro lordi accumula poco più di 2.000 euro di TFR ogni anno lavorato.
La retribuzione utile ai fini del TFR comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, quindi anche tredicesima, quattordicesima e la maggior parte delle voci accessorie. Alcuni contratti collettivi escludono voci specifiche, ed è il motivo per cui il conteggio del tuo cedolino può discostarsi di qualche decina di euro dalla stima teorica.
La rivalutazione annuale del TFR
Il fondo accantonato non resta fermo. Ogni 31 dicembre si rivaluta applicando una formula fissata per legge: 1,5% in misura fissa più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, l’indice FOI.

Questo significa che una quota di rendimento ti spetta anche a inflazione zero, ma che con inflazione alta il TFR recupera solo tre quarti del carovita oltre quell’1,5%. Negli anni di inflazione molto bassa il TFR in azienda ha reso più dell’inflazione stessa, negli anni 2022 e 2023 è successo il contrario.
La rivalutazione si applica al fondo esistente al 31 dicembre dell’anno precedente, non alla quota che stai accantonando nell’anno in corso. È un dettaglio che sposta il risultato di parecchio sulle carriere lunghe, ed è il modo in cui il nostro calcolatore lavora.
Come viene tassato il TFR
La tassazione del TFR avviene in due momenti separati, e capire questo punto evita l’errore più comune, quello di applicare l’IRPEF a tutto l’importo.

La rivalutazione viene tassata ogni anno con un’imposta sostitutiva del 17%, versata dal datore di lavoro. Quando il TFR ti viene liquidato, quelle rivalutazioni sono già state tassate e non entrano più nella base imponibile: non c’è doppia imposizione.
Il capitale vero e proprio segue invece la tassazione separata. Si calcola un reddito di riferimento dividendo il TFR per gli anni di servizio e moltiplicando per dodici, si applica a quel reddito l’IRPEF ordinaria, e l’aliquota media che ne esce viene applicata a tutto il TFR. Il vantaggio è che il TFR non si somma agli altri redditi dell’anno, quindi non ti spinge in uno scaglione più alto.
Il secondo scaglione è sceso dal 35% al 33% con la Legge di Bilancio 2026, la legge 199/2025, e la riduzione è strutturale. Per chi ha un reddito di riferimento in quella fascia significa un TFR netto leggermente più alto rispetto agli anni scorsi.
Conviene lasciare il TFR in azienda o portarlo in un fondo pensione
La scelta fra TFR in azienda e previdenza complementare non ha una risposta valida per tutti, ma ci sono due elementi oggettivi da mettere sul tavolo.

Il primo è il rendimento. Il TFR in azienda rende 1,5% più tre quarti dell’inflazione, una formula prudente che non dipende dai mercati. Un fondo pensione investe, quindi può fare meglio o peggio, con una variabilità che dipende dalla linea scelta.
Il secondo è la tassazione, e qui la differenza è netta. Il TFR in azienda sconta l’aliquota media IRPEF, che parte dal 23% e sale. La prestazione di un fondo pensione è tassata al 15%, che scende di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9%. Su carriere lunghe il divario fiscale è consistente.
Va però considerato che il TFR lasciato in azienda resta disponibile con le regole degli anticipi previste dalla legge, mentre nel fondo pensione l’accesso anticipato segue vincoli diversi. È una decisione che merita di essere fatta con un consulente guardando la tua situazione, non una regola generale.
La nostra esperienza diretta con il calcolo del TFR
Mettendo a punto questo strumento il 29 luglio 2026 abbiamo confrontato i risultati con quelli dei calcolatori già presenti nella prima pagina di Google, e la differenza più sistematica riguarda la rivalutazione. Diversi strumenti applicano il coefficiente anche alla quota accantonata nell’anno in corso, mentre la norma la fa maturare solo sul fondo esistente al 31 dicembre precedente. Su vent’anni di servizio l’errore gonfia il risultato di qualche centinaio di euro.
La seconda cosa che abbiamo verificato è quanto pesi davvero la tassazione separata rispetto alla percezione comune. Su una retribuzione di 30.000 euro e dieci anni di servizio il reddito di riferimento resta sotto i 28.000 euro, quindi l’aliquota media si ferma vicino al 23% e il netto è meno penalizzato di quanto molti si aspettino. Il salto vero arriva sulle retribuzioni alte con molti anni di anzianità, dove il reddito di riferimento sfonda il secondo scaglione.
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Domande frequenti sul TFR
Come si calcola il TFR?
Si divide la retribuzione utile annua per 13,5 e si sottrae un contributo dello 0,50% sulla retribuzione imponibile previdenziale. La quota netta accantonata vale circa il 6,91% della retribuzione lorda annua, e il fondo accumulato si rivaluta ogni 31 dicembre.
Quanto TFR matura in un anno con 30.000 euro lordi?
Circa 2.072 euro. La quota lorda è 30.000 diviso 13,5, cioè 2.222,22 euro, meno 150 euro di contributo dello 0,50%.
Come funziona la rivalutazione del TFR?
Il fondo esistente al 31 dicembre dell’anno precedente si rivaluta dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice FOI ISTAT. La rivalutazione è tassata ogni anno con un’imposta sostitutiva del 17%.
Quanto si paga di tasse sul TFR?
Il capitale è soggetto a tassazione separata con l’aliquota media IRPEF calcolata su un reddito di riferimento pari al TFR diviso gli anni di servizio moltiplicato per dodici. Le rivalutazioni sono già state tassate al 17% anno per anno e non vengono tassate di nuovo.
10.000 euro di TFR lordo quanto fanno netti?
Dipende dagli anni di servizio, perché sono loro a determinare il reddito di riferimento e quindi l’aliquota media. Con un reddito di riferimento sotto i 28.000 euro l’aliquota si aggira sul 23%, quindi il netto sta intorno ai 7.700 euro, al netto della parte di rivalutazione già tassata.
Il TFR nel fondo pensione è tassato meno?
Sì. La prestazione di un fondo pensione sconta un’aliquota del 15%, ridotta di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9%. Il TFR in azienda parte invece dall’aliquota media IRPEF, minimo 23%.
Posso chiedere un anticipo del TFR?
Sì, dopo almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore e per causali previste dalla legge, come spese sanitarie straordinarie o acquisto della prima casa. L’anticipo può arrivare al 70% di quanto maturato e si può chiedere una volta sola nel corso del rapporto.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un consulente del lavoro o di un professionista abilitato. Il calcolatore fornisce una stima per il settore privato basata su una retribuzione costante e su una rivalutazione media ipotizzata: non considera le detrazioni previste sulla tassazione separata, le variazioni di retribuzione nel tempo, le esclusioni previste da singoli contratti collettivi né eventuali anticipi già percepiti. Per l’importo esatto fai riferimento al prospetto del tuo datore di lavoro. Il contenuto potrebbe contenere link affiliati.

Alessandro Sabbatini è un imprenditore digitale dal 2013 e il fondatore di ProMarketer.it. Vive di business online da oltre 13 anni — SEO, affiliate marketing e investimenti testati in prima persona, lavorando da più di 30 paesi — e su ProMarketer condivide quello che fa, come lo fa e i risultati che ottiene: guide gratuite di web marketing, strategie per generare reddito online e informazioni a scopo educativo sugli investimenti. Leggi la sua storia completa →
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