Il mercato dei mutui in Italia sta vivendo una fase particolare: dopo gli anni dei tassi molto alti, l’allentamento della politica monetaria ha riportato le condizioni su livelli più accessibili, senza però tornare allo scenario “a costo zero” del passato.
Per chi sta pensando di comprare casa o di rivedere un finanziamento già in corso, questo significa una cosa precisa: conviene informarsi bene, perché tra banche e offerte le differenze possono essere importanti, soprattutto sul lungo periodo.
Le rilevazioni più recenti mostrano tassi medi stabili ma competitivi, con un tasso fisso che oscilla tra un TAN di circa il 2,75% e il 4,43% e un variabile che si muove tra il 2,19% e il 4,13%.
Al tempo stesso, stanno crescendo le richieste sia per i nuovi mutui che per la surroga, segno che molte famiglie stanno cogliendo l’occasione per rivedere le proprie condizioni. Difatti quando le condizioni di mercato mutano in fretta, conviene sempre confrontare prodotti, scenari e banche, anche partendo da simulazioni e comparazioni disponibili online, ad esempio tramite il servizio che è possibile trovare su Facile.it.
La fotografia dei tassi medi e della domanda di mutui
Nell’ultimo periodo i mutui a tasso fisso mostrano condizioni che permettono di avere una rata prevedibile nel tempo, mentre le offerte a tasso variabile partono da livelli più bassi ma restano collegate all’andamento dell’Euribor.
La media dei tassi per l’acquisto di abitazioni si è leggermente ridotta, e questo ha contribuito a ridare slancio alle richieste di finanziamento. Secondo le analisi congiunte di CRIF e di diversi operatori del settore, nel terzo trimestre 2025 la domanda di mutui è cresciuta di oltre il 16% rispetto all’anno precedente, con un importo medio richiesto intorno ai 150 mila euro.
Non solo. Il numero di nuovi mutui erogati nella prima metà del 2025 sarebbe aumentato di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una quota sempre più alta di finanziamenti destinati all’acquisto di prima e seconda casa.
L’effetto combinato tra prezzi in crescita e tassi più gestibili spiega perché sempre più famiglie stiano tornando a considerare il mutuo come leva principale per l’acquisto della casa, valutando con attenzione la sostenibilità delle rate sul lungo periodo.
Fisso, variabile e “stretta” del credito
La scelta tra tasso fisso e variabile resta il nodo principale per molti richiedenti. Le simulazioni aggiornate mostrano come, su importi tipici intorno ai 140–150 mila euro, un mutuo a tasso fisso possa oggi offrire TAN intorno al 2,7–2,8% con rate mensili nell’ordine dei 600–650 euro, mentre un variabile parte anche dal 2,19% con una rata iniziale più bassa ma destinata a seguire le future decisioni della BCE.
Di recente le banche hanno anche irrigidito leggermente i criteri di concessione, con verifiche più accurate sul profilo di rischio dei richiedenti. Non si tratta di una stretta dovuta a un peggioramento della qualità del credito, ma di un approccio più prudente in un contesto economico che resta comunque complesso.
Per chi valuta oggi un nuovo mutuo, la scelta dipende dalla propria tolleranza al rischio e dall’orizzonte temporale. Il fisso offre protezione dalle sorprese future e si sposa bene con chi ha un reddito stabile e preferisce pianificare la stessa rata per decenni. Il variabile può risultare conveniente in una fase di tassi in discesa, ma richiede la consapevolezza che, in caso di inversione di tendenza, la rata potrebbe salire in modo sensibile.

Alessandro Sabbatini è un esperto di marketing digitale e imprenditore online che sfrutta le potenzialità di internet per creare opportunità di guadagno. Come fondatore di ProMarketer.it, si dedica a fornire guide gratuite sul marketing online, strategie per generare reddito online e informazioni a scopo educativo su investimenti, basate sulla sua vasta esperienza nel campo.